Cuba: la regina dei Caraibi

Ciao Viaggiatori.

Oggi vi parlo di un viaggio che ho fatto un po’ di anni fa, a 18 anni, forse il viaggio che fino ad ora più mi è rimasto nel cuore.

Partiamo dal presupposto che io adoro i Caraibi, adoro le palme, la spiaggia bianca, adoro la musica e adoro le sfumature del mare… Queste cose però le si trovano un po’ ovunque nella zona caraibica. Cuba invece mi  è rimasta nel cuore in modo particolare per la gente.

Siamo stati  a Cuba 10 giorni nel periodo di Pasqua, sulla costa centro-meridionale dell’isola, a Santa Lucia. La prima cosa che mi ha colpito dei cubani è la diversità dei tratti somatici: ci sono neri, bianchi, mulatti e poi ci sono i neri con gli occhi verdi e i neri con gli occhi azzurri. Credo di non aver mai visto così marcato il retaggio di un passato di dominazioni che si mischiano fino a formare la popolazione attuale. Un esempio di questa varietà è la foto qui sotto di questi bellissimi bambini.

IMG_2297

Devo fare una premessa un po’ noiosa ma necessaria. Cuba ha una differenza sostanziale che la caratterizza rispetto alle altre isole dei Caraibi: la cultura.

Si respira cultura in ogni angolo di strada. Sapete bene che a Cuba la popolazione è povera, dovuto alla storia politica che non serve ricordare. Quello che non tutti sanno però è che per i cubani l’istruzione è gratis e che l’isola ha un altissimo tasso di laureati. Non mi piacere dare “i numeri” ma in questo caso è necessario. Attualmente il tasso di scolarizzazione a Cuba è del 100% fino agli 11 anni, questo significa che l’analfabetismo è sceso all’1,9% della popolazione compresa tra 10 e 49 anni. Il tasso di analfabetismo funzionale degli adulti è di circa il 10% (in Italia è del 65% ), mentre i laureati sono uno ogni 15 abitanti. Uno ogni 15 abitanti è tantissimo (in Italia la percentuale è del 22% della popolazione). Capite bene che i cubani, da questo punto di vista stanno messi molto meglio di noi.

Questa cultura è evidente in modo sottile, pur essendo poveri non vi chiederanno l’elemosina in denaro. Lo faranno certo, ma vi chiederanno sapone, vestiti e medicine. Se vi chiederanno denaro, lo faranno aprendovi la casa e alcune sono quasi dei musei. A noi è successo a Trinidad, siamo stati avvicinati da una signora sulla sessantina, che ci ha fatto fare un tour di casa sua, che era piena zeppa di oggetti di antiquariato. Una meraviglia. Ricordo che per prima cosa si è scusata perchè casa sua non aveva i vetri. Ci ha spiegato che a Cuba quasi nessuno ha i vetri perchè costano troppo e tanto il clima permette di non averli. Non vedrete in giro gente sporca e con i vestiti stracciati.

La cultura permea l’aria di Cuba in ogni sua manifestazione: non c’è via dove non ci sia gente che suona e balla, non c’è città senza una casa della cultura e della musica. Questo amore per la musica deriva dalla tradizione creola. Sentirete poi ovunque il “tac tac tac” dei bastoncini di legno e risuonare la melodia di Hasta Siempre, canzone dedicata a Che Guevara, molto amato a Cuba. Spesso uomini e donne ballano per la strada e ci sono complessi musicali improvvisati.

IMG_2298
io alla casa della musica di Trinidad

La vera differenza in quest’isola, ripeto, la fa la cultura perciò quando andrete a visitarla vi chiedo di ricordarvi di questo fatto, capirete molte cose. La gente del posto con cui avrete modo di parlare vi raccomterà della storia della loro famiglia, vi parlerà della storia del paese e dei problemi attuali, spesso con spontaneità. Io sinceramente non ricordo di aver vissuto questa esperienza in nessun altro paese. Persino la religione non ufficiale di Cuba è espressione della loro cultura: la santeria. Il termine è dispregiativo ed era usato dagli Spagnoli per per denigrare la devozione ai santi da parte dei loro schiavi. La santeria fu proibita, ma gli schiavi aggirarono l’ostacolo nascondendo la loro devozione dietro l’iconografia cattolica. La santeria è ancora diffusissima a Cuba.

Ora finita questa doverosa intorduzione, vi racconto quello che abbiamo fatto a Cuba.

Durante la vacanza abbiamo chiaramente goduto molto del mare, che come in tutti i Caraibi è fantastico.

FullSizeRender

Abbiamo anche visitato la fabbrica dei sigari di Trinidad, che è un grande classico per chi visita i Caraibi. E’ interessante vedere come nascono e si sa che sono i migliori sigari del mondo, perciò vanno comprati.

FullSizeRender (2)
fabbrica dei sigari di Trinidad

Tuttavia Trinidad è anche una città patrimonio dell’Unesco perchè è una tra le città meglio conservate di tutti i Caraibi, espressione massima del periodo coloniale. Questo si vede bene nella parte più vecchia della città, ricca di case colorate che hanno cortili interni. La signora che ci ha aperto casa sua ci spiegava che servivano a difendersi dalle incurisoni dei pirati. Trinidad infatti è vicinissima al mare, i pirati facevano incursioni che duravano giorni, così gli abitanti si chiudevano in casa usando i cortili interni per godere dell’aria aperta senza aver paura di essere attaccati e depredati.

La particolare storia di Cuba poi traspare nel quotidiano della gente: l’utilizzo di macchine americane degli anni ’50, che sono un retaggio del passato ma l’unico mezzo privato permesso, il carro particular, che poi altro non è  che un taxi.

IMG_2295

Inutile dire quanto si siano ingegnati i cubani per produrre i pezzi di ricambio di queste macchine. La gente si muove a piedi oppure sfruttando i pochissimi mezzi privati, che fungono da autobus, vedrete spesso gente in gruppo aspettare il passaggio di uno di questi mezzi. Vedrete anche un sacco di carretti trainati dai cavalli, sono anch’essi un mezzo molto usato.

FullSizeRender (1)

IMG_2296
esempi di persone che aspettano la partenza “dell’autobus”

Non so che dirvi di più, inutile che mi perda nel racconto della storia, la conosciamo. Cuba è unica, il consiglio che mi sento di dare è di andarci adesso, prima che l’embargo finisca del tutto. Per la popolazione locale non sarà che un bene, non fraintendiamo, è ovvio che le cose miglioreranno e per fortuna. La povertà è molta, vivono con continue interruzioni di acqua e luce, vivono con le imposizioni di un regime. Ma è stato questo isolamento a permettere all’isola di essere così unica, quando questo cambierà Cuba non sarà più la stessa, nel bene o nel male.

La gente è la vera anima di Cuba, la gente che vi saluterà con un sorriso anche se non vi conosce e non perchè siete turisti ma perchè lì si usa così. Non so che dirvi, amo Cuba alla follia.

 

Il Mondo secondo Gipsy è su Facebook!

7 commenti

  1. Ciao Beatrice! Un articolo bellissimo pieno di emozioni, complimenti! Io vorrei organizzare un viaggio proprio a Cuba. Un paio di settimane tra cultura e sole. Pensavo avana, Trinidad, Cienfuegos e santa Clara. Posso chiederti se per caso hai visitato altre città che pensi vadano aggiunte? O sei hai suggerimenti per finire il tour con qlk giorno di puro mare? Grazie mille! 😉

    1. Sono stata a Cuba troppi anni fa per poterti dare un consiglio valido ancora oggi. Consiglierei di attenerti ad una parte del paese, senza farti venire la voglia di vedere La Havana, che seppur bellissima, è troppo lontana. E per il mare, è bello ovunque, ma forse potresti pensare a Cayo Santa Maria che potresti raggiungere passamdo da Santa Clara, città legata a Che Guevara.

Lascia un commento