Hotel e ristoranti “childfree”: che ne pensate? Votate!

La tendenza “childfree” è partita dagli U.S.A. per poi diffondersi piano piano in Europa e anche da noi: sono sempre di più gli hotel e i ristoranti che vietano l’ingresso ai bambini perché molesti. Piangono troppo, corrono, gridano, buttano oggetti e cibo in giro, disturbano i pasti e il sonno dei clienti.  Alcuni ristoranti vietano l’ingresso dopo una certa ora.

Francamente, a me sembra facilmente risolvibile creando degli spazi appositi dove i pargoli possano sfogare la loro energia lontano dai tavoli e dalle camere degli altri clienti. Ci sono già illustri catene di hotel che per esempio, non permettono il pernotto ai minori di 14 anni (che non sono mica tanto bambini!).

Non ho ancora figli, ma non mi piace l’idea che un domani un hotel possa dirmi “Avete figli? Allora no grazie!”

Ma non finisce qui: ci sono alcune compagnie aeree che stanno creando anche dei voli childfree, così come alcuni condomini che non permettono a bambini di abitare lì, come sempre all’estero arrivano prima di noi, ma il childfree inizia a diffondersi anche qui.

Per la leggere italiana, però, non si può vietare l’ingresso ai bambini nei locali o in hotel.

Il tema è comunque molto attuale e parecchio discusso.

Quindi sentiamo, voi cosa ne pensate? Votate!

9 commenti

  1. Secondo me dipende da che tipo di ristorante/hotel si prende in considerazione. Ci sono strutture e compagnie che scelgono di avere un target di clientela adulta, magari in viaggio per affari. In questo caso bambini molto piccoli possono creare qualche disturbo.
    Vietare l’ingresso a bambini già grandicelli mi sembra però poco appropriato, sta ai genitori educare i figli a non correre al ristorante o giocare a pallone nella hall dell’hotel.
    Premetto che non ho figli ma ne vorrei, e credo che in futuro sarò la prima a scegliere strutture adatte ai piccoli, nelle quali non solo non siano di intralcio agli altri ospiti ma siano invece ben accetti. Credo ci voglia buon senso, da parte delle strutture ma anche dei genitori.
    Buona giornata, Giulia

  2. Secondo andrebbe vietato l’accesso a certe strutture ai genitori maleducati dei bambini 😉 Io non ho figli e mi è capitato di scegliere in vacanza delle strutture dove i bambini con meno di 14 anni non potessero entrare e devo dire di essermi trovata bene: vuoi mettere una spiaggia dove non ti lanciano la sabbia in faccia mentre dormi e dove non ci sono voci che ti bucano i timpani? Non è colpa dei bambini, credo, ma dei genitori che li lasciano fare come se tutti fossimo tenuti a sopportare. Prima di prenotare queste strutture, il divieto è ben specificato, in modo che se ci sono bambini in viaggio si può scegliere un altro albergo/ristorante.
    Buona giornata 🙂

      1. Forse sono l’unica a pensare che non sia così orrendo 😉 Davvero, non pensò che si tratti di razzismo, ma di semplice questione di scelte. Io per esempio se posso scelgo i posti non troppo frequentati da tanti bambini perché non sopporterei le corse, le urla, ecc. Con questo non voglio dire che non sopporti i bambini: semplicemente non vedo perché dopo una lunga giornata di lavoro dovrei per forza sopportare i figli di quelli al tavolo vicino al mio. Non sono costretta a farlo, per cui scelgo i posti childfree, e allo stesso modo le famiglie con bambini possono scegliere i locali a misura di famiglia. È semplicemente una questione di scelte e di rispetto reciproco. Buona serata 😊

  3. Il divieto all’accesso è una cosa un po’ estrema, questo si, ma io non mi sento di condannarli. lavoro in un Mc Donald’s e la clientela abituale è la famiglia con bambini al seguito. Spesso sono maleducati,soprattutto quando sono tanti. Corrono, urlano e infastidiscono noi che stiamo lavorando e anche gli altri clienti. Il problema sono i genitori, che gli lasciano fare tutto quello che vogliono con la scusante “eh, ma sono bambini”.. In un ristorante normale ci sta che ci sia l’area dedicata ai bambini, però capisco anche il divieto in un albergo, è che è un discorso troppo ampio e complesso da generalizzare con un divieto si/no. E più che ai bambini lo estenderei ai genitori maleducati, che spesso fanno caos quanto i figli.

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