Fuga in Lussemburgo

Finalmente oggi intervisto un ragazzo, Francesco, che da tempo risiede in Lussemburgo. Si sa davvero poco poco di questa meta turisticamente parlando, e so anche molto poco della vita qui, almeno qualcosa che non sia uno stereotipo. Vediamo se corrisponde a realtà o no.

1) Cosa ti ha spinto a lasciare l’Italia?

Viaggiare mi è sempre piaciuto. Tuttavia la decisione di lasciare l’Italia è venuta come conseguenza della decisione di accettare un lavoro che aveva però come requisito la residenza in Lussemburgo poiché è qui la sede di lavoro dell’azienda.

2) Come mai hai scelto proprio questo paese?

Non ho scelto il Lussemburgo come paese. Il mio posto di lavoro è stato fissato in Lussemburgo. Detto questo è un paese interessante, abituato a gestire molti expat, efficiente sotto molti punti di vista e a 1h di volo da Milano

3) Da quanto tempo vivi qui?

Quasi 5 anni

4) Cosa ti piace di questo paese?

La natura. C’è molto verde, molta campagna, tanti alberi e tanti paesaggi condensati in un paese piccolo

5) Cosa non ti piace di questo paese?

L’ottusità di molti locali, la sensazione di vivere in una gabbia dorata, l’incontrare sempre qualche collega in qualsiasi attività fuori casa, il clima ma solo in certi periodi, la difficoltà di andare al mare.

6) Cosa ti manca dell’Italia?

Il mare, i negozi aperti la sera tardi e la domenica, le sere e le notti calde senza giacca.

7) Cosa non ti manca dell’Italia?

Gli scioperi, il non scritto, la maleducazione, i disservizi, le estati lavorative, il lavoro nel weekend, il senso di precario costante.

8 ) Pensi mai di tornare in Italia?

Per le vacanze è sempre la mia prima scelta.

9) Motivaci brevemente la risposta precedente

Il contesto generale non è cambiato in 5 anni vissuti all’estero. L’Italia non si è mossa. D’altra parte dal Lussemburgo ho modo di venirci tutto sommato spesso e rendermi conto di persona delle cose. L’Italia rimane incredibile per lo svago, per il lavoro no grazie.

10) Cosa ti senti di dire ad una persona che sta valutando di trasferirsi all’estero?

Gli/le consiglieresti questa scelta. Sì, anche fosse per un breve periodo. Andare all’estero apre gli occhi su altri mondi e altri modi di pensare, vivere e lavorare. Serve a rendersi conto in prima persona delle differenze e anche a rendersi conto che l’erba del vicino non è sempre più verde. Vivere all’estero non è necessariamente meglio che vivere in Italia. Alcuni non lo sopportano e decidono di tornare: non si lamentano però perché accettano certi difetti italiani di cui altri si lagnano a fronte dei benefici ritenendo che superino gli elementi positivi della vita all’estero. È una decisione che si può prendere solo però con l’esperienza diretta. Il sentito dire non basta.

 

11 commenti

  1. interessante! io sono immigrata in Italia da tanti anni ormai …però non pochi amici italiani sono scappati all’estero …un vero melting pot :).

      1. sono romena e adesso vivo in Piemonte. Invece i miei amici italiani sono soprattutto in Francia, ma qualcuno anche nei paesi nordici, Irlanda, UK e Australia.

      2. e tu invece se dovessi rispondere all’intervista al contrario cosa diresti? cosa ti manca della romania? cosa non ti manca? e dell’italia? cosa ti piace cosa non ti piace?

  2. Italiana in fuga da sempre, per ovvi motivi lavorativi, ma alla fine torno sempre alla base, perché si apprezza di più l’Italia quando la si vede da altre prospettive.

      1. Per ora nessuno in particolare. Ho vissuto in posti fantastici ma l’isola felice non l’ho ancora trovata ma non demordo prima o poi…

      2. Non credo che esista l’isola felice! Bisogna solo trovare un posto che sia più vicino possibile all’isola felice!

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