Fuga in Portogallo

Eccoci qui con una nuova intervista, questa volta a Liliana, che sicuramente qualcuno conosce già e che vive in Portogallo!

1) Cosa ti ha spinto a lasciare l’Italia?

Il destino! Un po’ secca questa risposta lo so ma non potrei rispondere in altro modo. Nel lontano 2003 organizzai un viaggio con una mia amica verso questo sconosciuto Paese quando quasi nessuno parlava di Portogallo e Lisbona come destinazione turistica.

Il secondo giorno in città la mia mente si era già attivata per cercare un modo, una scusa, per poter restare. Cosa è successo? Dopo due mesi torno a Lisbona con una mega valigia.

L’Italia mi è sempre stata stretta. Continuo a credere che sia il Paese più affascinante e ricco del mondo ma spesso trovo visioni della/sulla vita troppo ristrette per i miei gusti. Non riesco ad omologarmi al pensiero “mi accontento”. Insomma, non fa per me.

2) Come mai hai scelto proprio questo paese?

Come ti anticipavo è stata una scelta dettata dal destino. Sia io che la mia amica di viaggio avevamo già visitato diverse capitali d’Europa e volevamo visitare entrambe per la prima volta una capitale nuova. Inserire una nuova bandierina sul nostro mappamondo. Ed ecco che ci ricordiamo che l’anno precedente in Ungheria avevamo conosciuto dei portoghesi… 2+2 fa 4 ed eccoci a prenotare online un volo per Lisbona.

3) Da quanto tempo vivi qui?

Una data precisa non posso darla. Spesso dico dal 2003 perché è in quell’anno che comincio la mia vita da “pendolare”, altre volte dico il 2005 quando mi fermo per oltre sei mesi consecutivi, altre volte dico il 2006 quando finalmente compro il mio primo biglietto di sola andata e comincio il vero trasloco, lasciando le stanze in appartamenti condivisi e vado finalmente a vivere da sola. A voi la scelta.

4) Cosa ti piace di questo paese?

Senza dubbio le persone. Spesso mi chiedono “come sono i portoghesi?”, ebbene sono molto simili a me. Inizialmente sono diffidenti ma appena capiscono le tue buone intenzioni ti aprono la porta non solo della propria casa ma dei loro cuori. Preferisco di gran lunga questo atteggiamento, molto più sincero, che i finti buonismi dai falsi sorrisi e amicizie che poi il giorno dopo non si ricordano nemmeno il tuo nome.

In seconda posizione c’è sicuramente il paesaggio così diverso in pochi chilometri di distanza in un Paese poi così piccolo come il Portogallo. In questi anni ho avuto la possibilità e la fortuna di poterlo girare in lungo e in largo e continuo ancora oggi. Non avrà la ricchezza dell’Italia ma può sorprenderci e farci innamorare al primo istante.

5) Cosa non ti piace di questo paese?

Solo una cosa: la burocrazia (o come la chiamo io BURROcrazia, sapete che Burro significa Asino? Tutto spiegato). Veramente certe volte mi cadono le braccia a vedere un iter così contorto e lungo per una richiesta semplice. Amano poi le scartoffie. Questa è l’unica cosa che, anche dopo 14 anni, non riesco proprio a digerire.

6) Cosa ti manca dell’Italia?

Oltre all’ovvietà della risposta “la mia famiglia”, includerei la pizza, il caffè e le sfogliatelle. Sarò mica napoletana? Scherzi a parte. Oltre alla mia famiglia ed alcuni aspetti della gastronomia direi NULLA. Strano vero? Ho letto molte interviste di espatriati dove comunque la maggior parte vorrebbe tornare in Italia se avesse un futuro lavorativo o stabilità. Io no, nemmeno con stabilità economica e professionale tornerei. Io sono felice qui e la felicità vale più di molti lavori e soldi! Ovviamente, spero che nessuno si offenda. Questa è solo il mio modo di vedere le cose, non un giudizio sulle scelte degli altri.

7) Cosa non ti manca dell’Italia?

La disorganizzazione, la mancanza di futuro, la situazione politica sempre più ridicola…. devo per forza continuare?

8) Pensi mai di tornare in Italia?

Credo che dalle risposte che ho già dato sopra si capisca perfettamente che non tornerei più,  al massimo se fossi costretta a lasciare il Portogallo, mi piacerebbe ricominciare in un altro Paese e imparare una nuova lingua.

9) Motivaci brevemente la risposta precedente. 

C’è tanto da vedere ed imparare dal mondo e dai vari popoli che mi sembrerebbe sprecare la mia vita rientrando in una quotidianità che non tolleravo già da giovincella.

10) Cosa ti senti di dire ad una persona che sta valutando di trasferirsi all’estero? Gli/le consiglieresti questa scelta?

Ogni settimana ricevo decine di messaggi di italiani che vorrebbero trasferirsi a Lisbona e mi fanno questa stessa domanda. Trasferirsi all’estero non è per tutti e non è tutto rosa e fiori. Primo ostacolo la lingua. Quando arrivai a Lisbona non sapevo nemmeno dire nemmeno “si e no”, è stata dura imparare una lingua così diversa dai suoni che si avvicinano più al russo che allo spagnolo.

Quello che sempre consiglio a chi vuole trasferirsi è prendersi del tempo (almeno 3 mesi) per fare una prova. Vedere se questa città calza a pennello o no. Non vale la pena (o forse si) mollare tutto, fare i bagagli e partire dall’oggi al domani. Non è una scelta per stomaci deboli. Bisogna avere una bella dose di coraggio e un po’ di pazzia, che fa bene. Per concludere, il mondo è grande. Non state bene in Italia? Cercate il vostro posto nel mondo!

Cara Liliana, ma spiegami, la burocrazia è ancora peggio della nostra? La cosa mi lascia interdetta!

Per chi non conoscesse Liliana ecco qui i link ai suoi social:

6 commenti

  1. Liliana 😊
    Un bell’incontro (forse del destino?) in quel di Lisbona. Eppure poche ore possono bastare per farti sentire in sintonia con una persona. Tu hai fatto quello che Io Non ho potuto, sono tornata in Italia ed è stata durissima convivere con i mille limiti che questo sistema mi ha imposto. Anche se vivo in una bella regione, la Toscana, sono nata per orizzonti più ampi e mai dire mai nella vita, chissà!
    Non avrei amato così tanto Lisbona senza di te, non perché sei stata una guida strepitosa ma perché, per quanto mi riguarda, si è creato un legame tra simili!
    Quindi spero a presto… 😉

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