Il vostro viaggio più bello di sempre

Ciao Vagabondi!

Oggi mi sono svegliata curiosa di sapere quale sia il viaggio che per voi è stato il più bello di sempre.

Ogni viaggio è speciale, ogni viaggio ci lascia tanto, ma alcuni più di altri.

Vorrei sapere da voi quindi quale è stato e perché! Lo so che è durissima scegliere!

Il mio più bello di sempre è stato il Sudafrica, per tanti motivi. Era speciale perché è stato il mio viaggio di nozze e poi era la prima volta nell’Africa vera, la prima volta che ho fatto un safari e ho dormito al tramonto svegliandomi all’alba. La prima volta che ho cenato intorno al boma, il focolare africano, la prima volta che ho capito il concetto di escursione termica e la prima volta che facevo un viaggio con mio marito, la prima volta che ho visto da una jeep i grandi animali della savana, senza vetri davanti, la prima volta che ho ascoltato i cori africani dal vivo, da brividi. La prima volta che ho capito davvero cosa sia stata l’apartheid e la prima volta che ho visto i cuccioli di balena saltare fuori dall’acqua. La prima volta che mi sono accorta di come sia ingiusta la differenza tra ricchi e poveri, la prima volta che ho pianto per le ingiustizie del mondo perché mi sono state sbattute in faccia. La prima volta che ho visto la luna al contrario e l’acqua girare al contrario nello scarico. Ho amato pazzamente il Sudafrica per questi e altri 1000 motivi.

E per voi? Raccontatemi il vostro viaggio più bello!

 

26 commenti

  1. Domanda troppo difficile…ogni parte del mondo mi ha lasciato tantissimo, ogni esperienza pericolosa e situazione particolare (sono particolarmente brava a ficcarmi in situazioni a dir poco strane) dopo mi ha reso felice. Potrei farti un elenco, ma sarebbe troppo lungo. Per natura sono curiosa e amo viaggiare, lo faccio da quarant’anni…e ogni volta mi sono innamorata dell’ultimo viaggio! 🙂

      1. È andare di notte a caccia con le leonesse nel buio della savana…! Scopri la violenza, ma anche l’incanto della vita.
        La cattedrale della giungla amazzonica!!!… Ma i neonati con le formiche che gli entrano nel sederino.
        I monti sacri in Cina ricoperti di templi Taoisti e Buddisti! L’India con la sua eterna polvere rossa, la sua grande ricchezza e povertà. La pace nel caos più completo. Potrei continuare, ma non voglio tediarti perché ogni viaggio alla fine é un’esperienza personale, ognuno vede e ama ciò che vuole e cerca.
        Baci giò

      2. Mi associo è davvero difficile scegliere il migliore ma il safari in Kenya per il senso di libertà e il Cammino di Santiago che mi ha fatto ritrovare me stessa hanno lasciato una grande ricchezza nel cuore per cui occupano un posto speciale (anche se sono convinta che ce ne saranno molti altri😊)

      3. Vedo che sei già la seconda a citare il Kenya. Il cammino vorrei farlo anche io come sfida verso me stessa.

  2. Ciao Beatrice, io non ho dubbi: il self-drive dello scorso anno in Namibia! Le motivazioni sono simili alle tue: la prima volta in Africa, la prima volta alla guida di un pick up attraverso enormi spazi deserti, le notti passate in campeggio sotto un cielo stellato, i silenzi intervallati solo dai versi degli animali e il Parco Etosha con i suoi incredibili abitanti….Un viaggio diversissimo da tutti quelli fatti fino ad allora…L’altro giorno ho visto su Instagram la tua foto del safari con i rinoceronti e mi hai fatto ricordare momenti vissuti in Namibia. Buona domenica!

  3. Ciao! Io mi sono letteralmente innamorata di Singapore. Una città dai mille volti, multietnica, in cui tutte le culture convivono pacificamente. I colori, i sapori, i profumi di quella terra mi sono entrati nel cuore nel momento stesso in cui sono scesa dall’aereo.
    E’ la città dei giardini e la natura è onnipresente. I grattacieli più moderni e i mall più lussuosi si alternano a templi indù, pagode, moschee e mercati.
    Le food court sono una miniera per chi vuole assaporare la cucina locale a pochi centesimi.
    Insomma…è un viaggio che mi è rimasto nel cuore, forse perchè lo ho fatto da sola o forse perchè in quei giorni sono cambiata. E’ stato un po’ il viaggio dell’anima.
    Baci

    1. Ma dai? Pensa che io invece sono un po’ spaventata dalle grandi metropoli asiatiche perché mi spaventa la folla!

  4. Ciao Beatrice! Come hai detto tu, è davvero difficile scegliere perché ogni viaggio ti lascia sempre qualcosa e quando torni a casa sei una persona un po’ diversa rispetto a quella che è partita.
    Probabilmente per me il viaggio più bello è stato l’ultimo che ho fatto: il Messico. Mi sono portata via con me i ricordi delle nuvole, dei colori brillanti, della natura sconosciuta, del mare cristallino, dell’imponenza delle rovine – così grandi, così straordinarie – e poi mi sono portata a casa un po’ di prime volte, che non si scordano mai: il primo bagno con i delfini, il primo volo transoceanico, la prima volta che vedevo una meraviglia del mondo.
    Direi proprio di sì, il Messico è, per adesso, il viaggio più bello che ho fatto!

    1. ah il Messico, ci voglio andare da anni ma alla fine per un motivo o per l’altro non l’ho ancora fatto! Fare il bagno con i delfini è il mio sogno nella vita! Che bello! ma erano liberi o in un parco?

      1. Noi eravamo in un parco naturale (Xel-Ha), ma se capiti nella Biosfera puoi avere la fortuna di vederli passare vicino a te liberi nel mare.

      2. il mio sogno sarebbe fare il bagno con dei delfini liberi in natura, a Mauritius avrei potuto farlo ma ho avuto paura! Ho pensato che avvicinare animali liberi in un punto dell’oceano indiano con grosse onde potesse essere pericoloso e alla fine non l’ho fatto!

      3. Sarebbe davvero bellissimo!
        Avrai sicuramente un’altra occasione. Nell’oceano Indiano, con le onde, avrei avuto paura anche io, anche se i delfini sono animali docili.

      4. sono docili vero, ma sono pur sempre animali grandi e selvatici e non si sa come possano reagire se avvicinati in natura… Insomma sul più bello me la sono fatta addosso 😀

  5. Il mio viaggio più bello? Solitamente l’ultimo fatto!

    A quasi un anno di distanza dalla partenza, direi il Marocco: 10 giorni on the road con una guida bravissima, un’organizzazione perfetta, paesaggi splendidi, cultura affascinante…insomma, un vero sogno!

      1. Più che volentieri! Davvero, è stato tutto perfetto…pensa che nonostante sia stata anche in Kenya o Sudafrica, ho capito cos’è il Mal d’Africa solo dopo esser stata in Marocco!

      2. Ecco! Perché per ora il mal d’Africa ce l’ho pochissimo, ho molto più mal dei Caraibi!

  6. Io sono molto indeciso tra Florida 2016 e Quebec/Ontario 2017. Due viaggi diversi ma allo stesso tempo simili, entrambi on the road, entrambi con la famiglia. Il tempo dirà quale dei due sarà stato il migliore, tra tutto però menzione d’onore a Quebec City

  7. Bella domanda, nel senso che, come ogni altra cosa interessante, presenta vari aspetti e si presta a molteplici interpretazioni, dalle quali sorgono altrettante domande.
    Per esempio: cosa si intende per viaggio?
    Volendo allargare il concetto, potremmo tranquillamente affermare che la vita stessa è un viaggio, bello o brutto dipende dalle circostanze e dallo spirito col quale viene affrontato. Com’è il tuo?
    Oppure, per restare in tema col blog, dovremmo decidere se comprendere nel viaggio tutte le esperienze sensoriali, oppure se scindere le due parti, ovvero quelle della percorrenza e quelle della permanenza, o anche optare per una sola delle due.
    Cerco di spiegarmi. Se per ipotesi la destinazione del mio viaggio fosse Mosca, le impressioni che ne ricaverei sarebbero assai differenti se ci arrivassi in aereo, oppure se percorressi l’antica rotta, ovvero col treno fino a Riga o Tallin, poi via nave per San Pietroburgo, infine col treno fino a Mosca.
    Vale lo stesso principio del cibo, c’è il fast-food e il fast-travel, arrivo veloce-vedo-riparto veloce, e lo slow-food, compro-pulisco-cucino-assaporo-ahhhh, l’equivalente dello slow-travel, cerco alternative all’aereo (non l’automobile)-pianifico-mi organizzo-parto-vedo-incontro-parlo-apprendo-stupisco-attendo-arrivo.
    Sono consapevole che la società consumistica spinge per il primo tipo di fruizione turistica. Si deve lavorare, produrre, guadagnare, fino all’ultimo giorno utile, per sparare poi tutte le cartucce in una sola esplosione pirotecnica del viaggio “tuttocompreso”, dal quale è difficile ricavarne qualcosa di più dello stress, di un cospicuo prelievo dal conto corrente, e della sensazione di aver sprecato un’occasione.
    Confesso di essere un metalmeccanico con famiglia monoreddito, quindi costretto a fare di necessità virtù, perciò mi si potrebbe obiettare che scelgo la tipologia di viaggio “lenta” per questioni di bilancio. Mi permetto di dissentire, in quanto il voli cosiddetti low-cost sono molto spesso più economici del treno, e solo negli ultimi tempi alcune compagnie tipo Flixbus, BusCenter, Eurolines, Student Agency e simili offrono la possibilità di risparmiare sul costo del viaggio.
    Il fatto è che, non essendo ricco, la quantità di viaggi che mi posso permettere non è elevatissima, e perciò cerco di spremerne tutte le emozioni possibili, anche a costo di stancarmi di più.
    Ma tu avevi posto una domanda, mentre io, come al solito, divago.
    Quale potrebbe essere il viaggio più bello? Difficile a dirsi. Potrebbe essere quello che ci ha portato più lontani da casa, lontani in senso culturale, non solamente geografico, oppure quello che ci ha favorito un incontro decisivo, e non parlo solamente di persone, o magari quello che ci è maggiormente rimasto impresso nella memoria, magari a nostra insaputa.
    Quest’ultimo inciso non l’ho inserito a caso, nel senso che i viaggi, tutti i viaggi, bene o male influiscono sulla nostra esistenza, anche se talvolta non ce ne rendiamo conto. Ti rimanderei a un post di qualche anno fa nel quale scrivo di un mio viaggio a Londra, si intitola “Sogno di una notte di mezza età” ( https://my3place.wordpress.com/2014/02/23/sogno-di-una-notte-di-mezza-eta/ ), e dove scrivo circa le strampalate conseguenze dell’impronta inconscia del viaggio.
    Mi rendo conto che ti sto facendo perdere tempo, senza palesare la minima intenzione di arrivare al punto. Ebbene, potrei scriverti di Praga, ma lo farò in un altro commento sul tuo blog (non è una promessa, è una minaccia), potrei scriverti di Sitges, potrei scriverti di Eguisheim, potrei scriverti di Birmingham (sì, anche di quel postaccio), e di altri posti che ho avuto la buona ventura di percorrere, ma, facendo onore alla mia ambiguità, non lo farò.
    Però posso darti un indizio su quale possa essere il mio viaggio più bello di sempre: il prossimo.

    Per scusarmi ti voglio offrire la mia gianografia n° 170 che parla proprio di viaggi.

    170. ADDIO

    Il viaggiatore non conosce ritorno.
    A partire è uno, a tornare è un’altra persona. Qualora tornasse quello stesso uno, è come se non fosse mai partito.

    Ahoj
    Stelio

    1. caspita! hai sicuramente preso dentro tutti i viaggi possibili! il viaggio per me è tutto quello che si prova, non solo viaggio verso una meta ma anche e soprattutto nelle sensazioni che la meta ci regala prima, durante e dopo essere tornati. Comunque è anche vero che è un viaggio anche solo arrivare al prossimo viaggio!

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