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Safari: ecco perché farne uno

Ciao a tutti! Oggi voglio raccontarvi una delle esperienze più belle che ho fatto: un safari in Sudafrica!

Mi ero chiesta tante volte come sarebbe stato vedere gli animali così da vicino e quindi, durante il viaggio in Sudafrica l’ho scoperto.

Come scegliere dove fare un safari in Sudafrica

A dire il vero ognuno decide un po’ in base alle sue preferenze, ci sono anche i safari a piedi. Insomma ognuno sceglie cosa vuole fare. Nel mio caso non ho scelto il famoso parco Kruger per due motivi:

1) lì c’è la malaria e sinceramente dato che c’è tutto il Paese malaria free non vedo perché scegliere l’unico posto in cui c’è;

2) nei parchi nazionali non si può fare il fuoripista, significa restare più lontano agli animali.

Alla fine ho scelto una riserva privata la Madikwe Game Reserve, che ha un ottimo programma di salvaguardia delle specie e che ha dimensioni contenute, quindi significa che ci sono più possibilità di vedere gli animali.

Quando andare a fare un safari

In teoria si dovrebbe scegliere una stagione in cui ci sono tante nascite, quindi la stagione delle piogge MA poiché in questa stagione la vegetazione è più folta, è anche più difficile vedere gli animali. Noi siamo andati alla fine della stagione secca e la savana era molto arida così gli animali si vedevano anche da lontano.

Come funziona un safari

Nella riserva in cui siamo andati si usciva due volte: una al mattino e una al pomeriggio. Si partiva alle 4.30 dopo uno spuntino e si rientrava alle 9.00 circa. Poi si faceva la colazione vera e propria nel lodge. Alle 12.30 c’era il pranzo, poi alle 16.30 si usciva di nuovo e si rientrava dopo il tramonto, attorno alle 19.00. La cena era alle 19.30 e si andava a dormire intorno alle 20.00/20.30.

Il nostro lodge era mediamente lussuoso, avevano una tenda palafittata con un enorme letto king size perfetto per riposare dopo la lunga giornata.

Durante il safari ci deve vestire con abiti color sabbia o mimetici, si deve fare assoluto silenzio, non ci si sporge e non ci si alza in piedi.

I ranger hanno un obiettivo per ogni uscita. Avvistare uno dei big five: bufalo, leone, rinoceronte, leopardo, elefante.

Noi siamo stati molto fortunati perché abbiamo visto tutti i big five tranne il bufalo. Speravo di vedere il leopardo e ce l’ho fatta! Erano cinque settimane che non lo avvistavano in riserva, è stato davvero un incontro fortunato ed emozionante!

Le macchine si avvicinavano moltissimo agli animali; con moltissimo intendo che gli elefanti mettevano la proboscide in macchina e che i leoni erano ad un paio di metri. Sì, con una macchina totalmente scoperta e senza protezioni. Esatto!

Durante l’uscita se devi fare pipì lo devi fare scendendo dalla macchina dietro alla macchina stessa, in una zona rada senza cespugli, con il ranger e gli altri safaristi che ti danno le spalle. Questo per assicurarsi che non arrivi nessun animale a coglierti di sorpresa mentre la fai! Fa un po’ strano ma insomma, per avere salva la pelle non c’è pudore!

Perché scegliere di fare un safari

Il primo motivo è per ricongiungersi alla natura. Noi uomini di città siamo abituati al tutto subito e alla corrente elettrica. Durante un safari invece si parte all’alba e si torna quasi al tramonto. La sveglia nel nostro caso era alle 4.00, prima del sorgere del sole e si andava a letto alle 20.30, subito dopo il tramonto, assolutamente sfiniti. Poi ovviamente si va per avvistare gli animali nel loro habitat, con alcune regole di base da rispettare. Il ranger ci ha detto che per nessun motivo avremmo dovuto sporgere la braccia o alzarci in piedi, perché gli animali ci avrebbero riconosciuto come unico grande essere solo se avessimo mantenuto una linea precisa, significa che devi imparare a rispettare la natura, perché se ti alzi in piedi per avere uno scatto migliore sono cavoli tuoi! Ogni tanto però si ha la possibilità di scendere dall’auto e toccare con i piedi la terra, perdendosi nel tramonto, come ho fatto in questa foto sotto!

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Gli animali

Non è facile vederli, si mimetizzano benissimo. Pensate che ad un certo punto avevamo un leopardo a tre metri e non lo vedevamo! Fa un certo effetto trovarsi davanti ai grandi felini. Soprattutto se hanno appena catturato una preda e si girano verso la macchina ringhiando con la bocca sporca di sangue.

All’inizio appena vedi il primo animale, che sia un uccello una zebra, c’è tanto stupore per quegli animali che fino a quel momento avevi visto solo in tv. Poi inizi ad abituarti al ronzare delle mosche (tantissime), al freddo polare della notte e al caldo torrido del giorno. Ma non ti abitui mai al cuore che batte dalla paura quando ti si avvicina un grande rinoceronte che sbuca fuori dal nulla e quattro metri dalla macchina. O quando capisci che l’elefante che hai davanti non è poi così contento di averti lì ad un metro. Tutto ovviamente senza fiatare né alzarti in piedi. Ed ecco che lì davanti alla natura selvaggia impari anche quali sono i tuoi limiti. Ma soprattutto impari quanto è bello il nostro mondo e quanto si deve rispettare. Vi lascio con le foto degli animali, sperando di convincervi ad andare a fare un safari prima o poi!

 

26 commenti

  1. Dopo il tuo interessante post sono sempre più convinta di partire per il Sud Africa e fare un safari!

    1. è un paese che mi è davvero rimasto nel cuore, ho provato s piegare perché nell’articolo dedicato ma bisogna proprio andare per capire. Viaggio super consigliato!

      1. Ci credo! Gli articoli sono d’aiuto ma stare proprio sul posto è un’altra cosa.. me ne sono accorta scrivendo della California e del Messico.. non è uguale a viverlo!

      2. eh no! diciamo che scrivere aiuta chi deve ancora andare a capire se è il tipo di viaggio che si immagina e ha trarre qualche spunto ma non c’è nulla come l’esperienza. Del Sudafrica in particolare non immaginavo un paese con così tanti contrasti. Certo avevo letto tante volte ma trovarsi lì sotto recinzioni elettrificate con case da super ricchi da una parte e baracche stile favelas dall’altra parte della strada fa un effetto che nessun articolo può spiegare.

  2. Il fascino travolgente del Safari. L’ho provato qualche anno fa in Kenya; poi in South Africa all’Addo Elephant National Park e al Kruger National Park avvistando tutti i big5. Esperienza meravigliosa.

  3. Vedere gli animali da vicino deve essere un’emozione unica, anche se ti confesso che un po’ di paura l’avrei – dopo aver letto le tue parole cercherò di bere pochissimo per evitare di essere sbranata mentre faccio la pipì 😉

    1. ahaha! io me la sono proprio fatta sotto con gli elefanti. si avvicinavano davvero molto e uno si è incavolato e ci stava per caricare. troppo vicino ad animali così gradi è una emozione davvero spaventosa. e poi anche quando, nella foto di copertina, sono sbucati fuori sti due rinoceronti che ci sono passati vicinissimi, per fortuna non ci hanno calcolato! brividi!

  4. Il ricordo del safari in Sudafrica è uno dei più belli tra quelli collezionati durante i viaggi….
    Non scorderò mai gli occhi degli animali che ti fissano talmente tanto che sembra ti facciano una radiografia.

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