viaggiare prima di internet

Viaggiare prima di internet

E’ da questa estate che rifletto sul tema “viaggiare prima di internet”, perché, quest’estate, mentre andavo in vacanza all’Isola d’Elba, la macchina mi si è rotta in autostrada. Non vi sto a spiegare il casino… Chiama il carro attrezzi, torna a Milano a prendere l’altra auto, nel frattempo chiama il traghetto per spostarlo, paga la differenza con la carta di credito al volo ecc. ecc.  Il tutto con l’ansia di non riuscire a prendere anche l’ultimo traghetto della giornata.

Quindi è da allora che mi chiedo… Ma come si gestivano queste cose prima di Internet?

Viaggiare prima di internet

Pensandoci bene, non sarebbe stato possibile gestire questo imprevisto in una giornata. Per forza di cose avrei dovuto rimandare il traghetto a uno o due giorni dopo, in base alle disponibilità. Solo chiamare il carro attrezzi sarebbe stato un problema. In mancanza di una delle famose colonnine dell’SOS (che ho scoperto mio malgrado che funzionano, me l’ero sempre chiesto) avrei dovuto camminare fino all’autogrill più vicino o chiedere un passaggio in autostop. Poi tornata a Milano a recuperare l’auto, sarei dovuta andare in agenzia viaggio o simili per cambiare la prenotazione del traghetto.

Insomma tutto era più lento quando si doveva viaggiare prima di internet.

Un ricordo di un mio imprevisto di viaggio prima di internet

Anno 1991, inverno, credo Gennaio, durante le vacanze di Natale. Vado a trovare i nonni a Loano con mio padre. Durante il viaggio di ritorno ci ritroviamo in mezzo ad una tempesta di neve. Restiamo bloccati (senza cellulare ovviamente) in un punto imprecisato dell’autostrada dalle parti di Ovada.

Allora avevo 7 anni, quello che mi ricordo è la neve, che per me era fighissima. Ricordo anche mio padre, il mio eroe personale di questa storia, che dopo ore di coda in autostrada, finalmente riesce ad uscire e cerca per noi un hotel per la notte. Chiama finalmente mia madre da un telefono di uno dei tanti hotel che erano già al completo. Lei si era immaginata che fossimo bloccati da qualche parte per la neve, l’aveva sentito in tv.

Così, niente, proseguiamo la ricerca di un alloggio, ma quelli della zona erano già occupati da tutti quelli che erano riusciti a lasciare l’autostrada prima di noi. Mio padre ad ogni hotel parcheggiava l’auto a braccia, ve lo giuro, me lo ricordo prendere la macchina di peso, parcheggiarla spostandola di peso da tanta neve c’era (allora non c’erano le gomme da neve).

Finalmente un’anima pia in un hotel al completo, vedendo una bambina piccola (alias io), ci offre un sottotetto riscaldato con un letto per mio padre e una poltrona per me. Non era una stanza vera, non aveva nemmeno il bagno, ma piuttosto che passare la notte al freddo…

Viaggiare oggi nell’era di internet e dei cellulari

Oggi? Avremmo guardato su Booking per vedere dov’era l’hotel più vicino con una disponibilità, avremmo aggiornato la mamma ogni 5 minuti, ma lei avrebbe già saputo la nostra posizione perché ci avrebbe localizzati con Trova Amici. Forse ci avrebbe pure supportato in remoto stile OverWatch. Anzi vi dirò di più, probabilmente non saremmo nemmeno partiti, perché da Google Maps ci saremmo accorti prima che il viaggio non era fattibile.

Internet però avrebbe tolto ad una bambina uno dei ricordi più belli della sua infanzia insieme al suo papà!

viaggiare prima di internet

 

34 commenti

  1. Leggendo le tue (dis)avventure mi è tornato in mente un viaggio on the-road per il trentino con i miei genitori e mia sorella. Partiti senza prenotare nessun albergo (perchè giustamente chissà dove ci avrebbe portato la giornata), la sera facevamo sempre una fatica pazzesca a trovare un hotel libero.. mi ricordo le soste nei vari alberghi per poi ripartire subito dopo perchè al completo.
    Una cosa del genere adesso, con booking, sarebbe impensabile però, effettivamente, a distanza di almeno 20 anni è una vacanza che ricordo ancora perfettamente, forse proprio per questo e altri imprevisti.
    Internet ci ha sicuramente semplificato la vita ma anche tolto un po’ quel brivido dell’avventura che prima provavi anche solo per una gita fuori porta. 😉

  2. Bei racconto, emozionante!! Io ho viaggiato un po’ prima di internet e non troppi anni fa, nonostante in Italia fossimo già abbastanza internettizzati :P, all’estero non era facile avere una connessione; leggendo la tua storia mi sono ricordata di un viaggio nell’ovest americano in cui la Jeep a noleggio si guastò in zone desertiche senza neanche campo per il cellulare… riuscimmo miracolosamente ad arrivare fino ad una stazione di servizio da dove potemmo chiamare il noleggio per farci sostituire l’auto, ma non sarebbe arrivata prima del giorno dopo, e gli alloggi in zona erano pochissimi e strapieni essendo agosto.. ci “salvarono” 4 amici di Cuneo di passaggio nella stazione di servizio, che che sentendo i nostri discorsi ci offrirono una delle loro stanze per la notte.
    Insomma, per me l’epoca dei viaggi senza internet è stata indubbiamente più faticosa e in balia degli imprevisti, ma tuttora è per me la più ricca di esperienze e aneddoti da raccontare!!!

  3. Ci penso sempre anche io, da quando mi si è bucata una gomma mentre andavo al Yosemite, dove i telefonini non prendono e usano ancora tutti i telefoni fissi. Da un lato mi sono impanicata, dall’altro invece è stato bello cercare interagire con la gente per cercare un telefono fisso. Se devo essere onesta ogni volta che ho un problema cervo sempre di risolverlo usando il telefonino, ma invece è stato bello vedere come le persone si aiutino ancora a vicenda, e come queste esperienze ti segnino a vita. Cosa che non succede con il telefonino!

    1. sicuramente la tecnologia ci ha tolto la bellezza dei rapporti interpersonali, siamo sempre persi dentro al telefono…

  4. Aspettavo questo tuo racconto!! Che bella avventura dev’essere stato quel viaggio con tuo papà! Internet e le altre comodità ci hanno reso meno pazienti, ne parlavo proprio con mio zio l’altro giorno: io sono ancora in una generazione di mezzo, ma i più giovani sono sempre più orientati verso il ‘tutto e subito’!

    1. il tuo articolo mi ha dato lo spunto per scrivere questo che era da tempo che avevo in testa. idem, stessa riflessione mercoledì sera con delle amiche. io ho 34 anni e faccio ancora parte della generazione di mezzo, ma sì, la generazione dopo la mia non ha idea di cos’era. basti pensare che il cugino di mio marito non è stato capace di fare il numero in un telefono a disco!

  5. 1985 circa. Da pazzi, io e tre amici decidiamo di fare un giro in Portogallo. Prenotiamo l’aereo (andata e ritorno) e la prima notte in hotel a Lisbona. arriviamo e il giorno dopo decidiamo di andare in Algarve solo per fare il bagno in mare. Saremmo tornati la sera a Lisbona. Abbiamo perso il treno. Per farla breve, senza internet e telefonino, solo a tarda sera riusciamo a trovare un appartamento di fortuna. Dovevamo solo partire il giorno dopo, siamo rimasti 15 giorni.

      1. Bhe forse un po’ estrema come cosa, ma sicuramente ridurre di brutto connessione ecc ecc

      2. Internet è nato per scopi militari. È stato abbandonato ed utilizzato/sfruttato dalle compagnie telefoniche per estorcere denaro ai clienti. Dovrebbe essere invece, di proprietà statale e ad uso gratuito per la popolazione. Magari anche per snellire la burocrazia…

      3. Altro tasto dolente! Invece no! Doppio archivio! Sia digitale che cartaceo!

  6. Eh si, ogni cosa su questa terra ha un pro ed un contro. Internet è vero che semplifica la vita ma riduce al massimo i rapporti sociali e spesso ci impedisce di fare esperienze che probabilmente ci procurerebbero dei nuovi amici in carne ed ossa. Con o senza internet chi è sveglio in un modo o nell’altro se la cava sempre. Ovviamente la tecnologia ha molti aspetti positivi tra i quali la possibilità di risparmiare non poco quando si organizza un viaggio. Insomma tutto questo per dire che alla fine è giusto quello che la realtà offre in ogni periodo storico e poi le (dis)avventure capitano anche con internet. 🙂

    Un saluto

  7. L’uomo è l’essere vivente che più di ogni altro ha la capacità di adattarsi. Probabilmente i tempi di organizzazione erano più lunghi e non essendo “accomodati” all’utilizzo dello smarthphone e altri apparecchi elettronici, non ne sentivamo il bisogno.
    Comunque la morale di questa tua storia è che anche dalle disavventure si possono tirar fuori grande esperienze e talvolta sono proprio loro a rendere caratteristico un viaggio.

  8. Che bella riflessione, mi sono anche un po’ commossa. Sicuramente le nostre vite sono molto più comode e facili grazie a Internet, ma come hai osservato tu è possibile che ci stiamo perdendo delle belle avventure ed esperienze.
    Quando penso a quanto siamo dipendenti ormai dall’intelligenza artificiale e a quanto essa è penetrata nelle nostre vite provo inoltre anche una sensazione di paura e angoscia!

    1. sì esatto, diciamo che siamo ormai sempre connessi e a volte dimentichiamo di vivere prima di condividere.

  9. Correva (all’incirca) l’anno 2002. O forse il 2003?
    Era il periodo dell’arrampicata: weekend e vacanze erano all’insegna del “cerchiamo una parete dove ci siano vie adatte a tutti i presenti”, quell’estate la destinazione era Ceuse, Francia, dove di vie adatte a me ce n’erano pochine, ma c’erano…in compenso i forti avevano di che divertirsi
    Parto un sabato mattina di agosto, mi trovo a Milano con un amico e, con il mio Peugeot 405 bordeaux anno 1991, acquistato da un collega di mio padre, ci avviamo verso la Val susa. Alcuni amici erano già in francia. Partiamo in maglietta e pantaloncini, lungo la strada becchiamo un nubifragio, temperature in picchiata. Al km 36 della torino Bardonecchia mi esplode un pneumatico. Macchina distrutta, qualcuno chiama polstrada, arrivano ambulanza e carro attrezzi. Ci portano a fare accertamenti mentre portano via il rottame. Dimessi dal PS, sempre in maglietta e pantaloncini con 13° (il mio socio col collare per via del colpo di frusta, io con un piede dolorante per aver mollato un calcio al paraurti), ci troviamo alla stazione di susa, a cercare di capire come recuperare qualcosa dall’auto e tornare verso milano. Al bar della stazione, con le pagine gialle, a cercare disperatamente un taxi che potesse accompagnarci a recuperare il minimo indispensabile per poi tornare in stazione. Dopo parecchi tentativi troviamo uno che ci fa la cortesia di accompagnarci dal carrozziere, anche se aveva già un impegno, e di riaccompagnarci in stazione. Morale: mai rompere la macchina al sabato, in val di susa

  10. Avendo solo 19 anni non credo di aver mai viaggiato senza internet, peró il tuo racconto mi ha fatto venire in mente un fatto avvenuto qualche anno fa durante una vacanza in Toscana.
    Non ricordo per quale motivo mia mamma non avesse usato google maps (magari non prendeva?), fatto sta che stavamo cercando l’agriturismo in cui alloggiare, ma avendo solo la via e non tutte le indicazioni stradali per arrivarci abbiamo passato un bel po’ di tempo a girovagare per le colline, ormai buie perché stava arrivando la sera.
    Un altro evento che ricordo (molto più recente) è avvenuto lo scorso anno. Ero in vacanza a Maiorca e una sera abbiamo preso il pullman per andare a Magaluf. Il problema è stato il ritorno: non trovavamo più la fermata in cui passava la linea che ci serviva per tornare in hotel, inoltre avevamo i cellulari scarichi.
    Altro problema: dovevamo sbrigarci perché essendo sera era una delle ultime corse che il pullman avrebbe svolto. Ergo: rischiavamo di dormire in spiaggia😂
    Per quanto siano state vicende un po’ spiacevoli hanno dato un pizzico di avventura alle mie vacanze😍 Ho pensato diverse volte come fosse viaggiare senza internet e mi piacerebbe davvero tanto provare la sensazione😍
    Comunque grazie per il tuo articolo, è veramente bello!

    1. grazie a te per aver condiviso le tue esperienze 🙂 dovresti proprio provare a provarti di internet e cellulare e provare a fare come si faceva una volta, prenotazione telefonica, atlante stradale e avventure correlate 🙂

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